La legionellosi in Puglia: risultati di una sorveglianza clinica negli anni 2001 - 2003
Autor: | Paglionico, N., Napoli, C., Spilotros, G., Iatta, R., Como, D., Montagna, M.T. |
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Jazyk: | angličtina |
Rok vydání: | 2003 |
Předmět: | |
Zdroj: | Italian Journal of Public Health, Vol 1, Iss 0 (2003) Italian Journal of Public Health; Vol 1 (2003): L'armonizzazione delle pratiche di Sanità Pubblica in Europa |
ISSN: | 1723-7815 1723-7807 |
Popis: | Obiettivi: per quanto i casi di legionellosi segnalatinegli ultimi anni in Italia siano in aumento (da107 nel 1998 a 624 nel 2002), siamo ancora lontanidalle previsioni del WHO (1000-5000 casi/anno). Allo scopo di verificare la diffusione della malattia in Puglia, la Regione ha promosso una sorveglianza epidemiologica sui casi di polmonite da Legionella valutando sia gli aspetti clinici (su tutti i soggetti ricoverati per polmonite) che ambientali(diffusione del microrganismo nella rete idrica di ambienti pubblici e privati). Di seguito vengono riportati i risultati della sorveglianza clinica effettuata nell’ultimo biennio presso l’Azienda Policlinico di Bari.Materiali e Metodi: nel periodo marzo 2001-maggio 2003, sono stati arruolati 559 pazienti affetti da polmonite, ricoverati nell’Azienda Policlinico di Bari. Intutti i pazienti è stata effettuata la ricerca di antigene urinario, titolazione degli anticorpi specifici, verificadella sieroconversione e, ove possibile, esame colturale su espettorato, BAL e liquido pleurico.Risultati: i pazienti affetti da legionellosi sono risultati 26 (4.6 %), di cui 5 (19.2%) nosocomiali. La diagnosi è stata effettuata mediante titolazione di anticorpi (con sieroconversione dimostrata in tutti i pazienti), ricerca dell’Ag urinario (positiva in 9 pazienti) e indagini colturali su espettorato (positivo in tre casi, di cui uno per Legionella pneumophila sg 5, due per Legionella pneumophila sg 1).Discussione: se si considera che i nostri dati riguardano una sola Azienda Ospedaliera, si può concludere che la legionellosi è realmente sottostimata.Alla base di questa situazione potrebbe esserci la scarsa attenzione che il clinico pone nella diagnosi etiologica delle polmoniti e il fatto che non tutti i laboratori sono attrezzati per la diagnosi di questa malattia. Ne consegue che i pazienti non sono sottoposti a terapie mirate, né possono essere attuate corrette pratiche preventive. |
Databáze: | OpenAIRE |
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